domenica 29 giugno 2014

Turandot: l'ultimo melodramma ossia l'utopia per un'alba ignota

Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà! [...]
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!

(Da Nessun dorma,
dalla "Turandot" di G. Puccini)

Rivedendo in Tv una rappresentazione della Turandot di Puccini, riflettevo su alcune date…

Turandot è stata rappresentata la prima volta nel 1926.
L'anno successivo usciva al cinema Il cantante di jazz, il primo film sonoro, e veniva ancora una volta dal "Far West", dall'America.

Da quegli anni la produzione di opere liriche popolari o di repertorio si può dire con il senno di poi che si sia arrestata.

Pochi compositori del Novecento vi si dedicheranno con risultati paragonabili a Turandot. Eclatante il caso di Prokofiev le cui colonne sonore per Ejsenstein sono ben più popolari delle sue opere.

Per l'America Puccini aveva già scritto La fanciulla del West nel 1910 senza grande successo, e anche in seguito la Fanciulla è stata una delle meno amate tra le opere di Puccini. Per cui sembrò rivolgersi di nuovo alla stessa Cina che aveva ispirato Madama Butterfly, ma attraverso la visione onirica della Turandot di Gozzi.

Tuttavia il compositore era palesemente controcorrente, mentre il mondo andava a Ovest, lui si rivolgeva di nuovo ad Est, una strada su cui è rimasto gloriosamente e poeticamente solo, fino alla morte. Solo questa ha potuto fermarlo impedendogli di terminare l'opera stessa.

Forse la musica poneva ormai degli enigmi troppo grandi per essere risolti, come quelli di Turandot. E come Calaf a Turandot, Puccini sembra rivolgersi ad una grande assente, alla Musica, o ad un pubblico che ormai non ascolta più l'opera, ma che piuttosto va al cinematografo.

Ma all'alba di oggi quanti conoscono Il cantante di Jazz piuttosto che "Nessun dorma"?
In un certo senso Puccini, come Calaf, ha vinto.


Il cinema sonoro (e in parte il cinema in generale se pensiamo ai Lumière prima di Meliès) si è manifestato inizialmente più come frutto di conquiste della tecnologia che di una visione estetica. Mentre il mondo del teatro musicale nasce immediatamente con un capolavoro come l'Orfeo di Monteverdi, il cinema sonoro nasce con un prodotto modesto, memorabile per le conseguenze storiche più che per le influenze estetiche che ha provocato.


Successivamente anche il cinema sonoro ha sfornato i suoi capolavori assoluti.
E in un certo senso questo aspetto fa apparire la quella vittoria di Puccini il frutto di un'utopia non sostenibile a lungo.

In fondo, a differenza della cronaca contemporanea di Madama Butterfly, Turandot era solo una fiaba teatrale del '700...


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