martedì 4 febbraio 2014

Imitando Cecco Angiolieri. S'i'fosse Cielo...

Per un lavoro a scuola ho provato a scrivere un sonetto che imita il celebre S'i'fosse foco di Cecco Angiolieri.

Ho cercato di rispettarne l'endecasillabo e lo schema delle rime, i riferimenti alla natura nella prima strofa e i riferimenti ai poteri sacro e temporale nella seconda; nella terza ho mantenuto Morte e Vita, mentre nell'ultima ho usato il cosiddetto senhal, due parole che nascondono il mio nome, ma non ho resistito a virare più verso una sfera morale invece di seguire uno spirito comico e dissacrante più tipico di Cecco. (Forse mi hanno influenzato i tempi che corrono...)

Ecco il risultato.

S'i'fosse Cielo...

S'i'fosse Cielo abbraccerei'l Pianeta;
s'i'fosse Sole in giro'l prenderei;
s'i'fosse Luna un po' l'illuderei;
s'i'fosse Dio però ne avrei pïeta.

S'i'fosse prete non terrei moneta,
ché il misero con essa susterrei;
s'i'fosse deputato arrossirei,
ch'i'possa volar via su una cometa!

S'i'fosse Morte cercherei la morte;
s'i'fosse Vita infinita sarei
e avrei per sempre aperte mille porte.

S'i'fosse re nato, com'i'parrei,
farei che'l ricco non sia'l più forte,
che sia più degno l'Esser, non l' "Avrei..."

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